LA DISFAGIA DI ORIGINE NEUROLOGICA NELL'ADULTO

11 marzo 2019

 

Il 75% dei soggetti affetti da malattie neurologiche presentano dei disturbi della deglutizione. Questi disturbi alterano la loro capacità di nutrirsi, aumentando di conseguenza il rischio di denutrizione e la loro fragilità. Malgrado queste conseguenze, la disfagia nei soggetti affetti da patologie neurologiche rimane un ambito non totalmente esplorato.

 

L’Ictus, principale causa di disfagia

L’ictus è la causa più frequente di disfagia (dal 30% al 60% dei casi). L’ictus determina l’insorgenza di disfagia interrompendo il controllo corticale dei centri della deglutizione. Questo si traduce in una mancata coordinazione della motilità orale, che induce a cascata dei disfunzionamenti della fase orale della deglutizione, dei problemi di inalazione durante la fase faringea, una riduzione della peristalsi faringea, un aumento della durata del transito faringeo ed aspirazioni.  

Malattie neurodegenerative come causa di disfagia

Morbo di Parkinson

Le difficoltà deglutitorie sono presenti in più della metà dei soggetti affetti da morbo di Parkinson. Queste sono tanto più frequenti quanto più avanzato è lo stadio della malattia ma possono essere rilevate anche ad uno stadio precoce. I soggetti presentano delle difficoltà durante le fasi orale e faringea della deglutizione. L’ipocinesia determina un’anomala masticazione, un’alterazione dei movimenti linguali (con una distorta formazione del bolo) e a un ritardo nel trasferimento del bolo verso la faringe. Si innalza per questo il rischio di un’aspirazione silenziosa.

Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA)

Le alterazioni della deglutizione sono frequenti nella forma bulbare della Sclerosi Laterale Amiotrofica, in quanto vengono colpiti i motoneuroni del bulbo cerebrale. I disturbi precoci sembrano colpire principalmente la fase orale, in cui si osserva un deficit nel trasporto del bolo a causa della ridotta capacità della porzione anteriore della lingua a mantenere in sede posteriore il bolo. In questa malattia la disfagia mette in pericolo la sopravvivenza.

Miopatia

Le miopatie infiammatorie ed in particolare le miositi sono responsabili di disfagia (nel 66% dei casi) con ristagno faringeo, retrazione insufficiente della base della lingua, alterazione dell’elevazione della laringe ed assenza di rilascio del muscolo cricofaringeo.

Miastenia grave

La disfagia è un sintomo ricorrente nei pazienti affetti da miastenia grave ed è spesso associata ad altre caratteristiche bulbari come la diplopia o la disfonia. In una minoranza di pazienti, può rappresentare il sintomo iniziale, il ché ne rende difficile la diagnosi. La malattia colpisce la lingua e i muscoli costrittori della faringe che spingono il bolo, oltre ai muscoli elevatori che proteggono la laringe durante la deglutizione.

Botulismo

Sebbene abbia una bassa incidenza nei paesi sviluppati, il botulismo ha tra i suoi sintomi delle alterazioni neurologiche che portano a disfagia. I sintomi si aggravano nelle forme avanzate di malattia. 

Tumori

Alcuni tipi di tumore (tumori orofaringei, esofagei…) o alcuni trattamenti dei tumori (chemioterapia, radioterapia, chirurgia) possono alterare la funzionalità deglutitoria colpendo i nervi cranici.

 

 

La disfagia è frequente nei pazienti affetti da alterazioni neurologiche e colpisce abitualmente le fasi orale e faringea della deglutizione. Essa può presentare dei sintomi visibili ed essere accompagnata da aspirazioni silenti e da infezioni polmonari ricorrenti. E’ necessaria una grande attenzione durante la valutazione della deglutizione di questi pazienti. La scoperta precoce di disfagia è essenziale per mettere in atto rapidamente un regime alimentare specifico per prevenire denutrizione e polmonite ab ingestis.

Nutrisens propone delle soluzioni contro la disfagia: acqua gelificate, addensanti, pasti cremosi… per rispondere in modo specifico alle diverse alterazioni della deglutizione.

 

Swallowing and dysphagia in neurological disorders. Kumar S. Rev Neurol Dis. 2010;7(1):19-27. Review. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20410858